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Luca maggio - 18 - 2010 Eventi, Informazione, Politica, slide, Società1 COMMENT

Oggi pomeriggio, martedì 18 maggio 2010, sono venuto a sapere che Marco Travaglio avrebbe tenuto un incontro pubblico nel vicino paese di Sant’Ambrogio(TO) per parlare del suo libro “Ad Personam”; arrivato da scuola in orario insolito causa studio in vista dell’esame di stato mi sono precipitato in loco per prendere posto alla conferenza che è iniziata verso le 18.

Vorrei, in questo articolo, fare mie le parole di Marco Travaglio per raccontare al meglio i molteplici aspetti discussi a voce.

“Ad Personam” nasce a causa della recente crisi finanziaria: ci raccontavano che l’Italia sarebbe risultata immune verso ogni attacco economico, programmi televisivi come Annozero sono stati pubblicamente linciati per avere diffuso un clima di pessimismo sfavorevole alla società.

La crisi finanziaria si è rivelata reale, non una crisi fantomatica costituita da parole; abbiamo oggi un clima negativo che grava sulla situazione del lavoro, chi perde lavoro oggi non ha un cuscinetto sotto di lui che lo protegge, mancano le tutele che dovrebbero arrivare direttamente dallo Stato.

Lo Stato sta approvando in questi periodi una manovra finanziaria di 27 miliardi di euro, fino a poco tempo fa scherzavamo sulla questione ma ora ci stiamo pensando seriamente ed indovinate un po’ da dove arriveranno questi soldi

La crisi ha portato tanti aspetti negativi ma in tutto ciò esiste un lato positivo: le persone si stanno svegliando, sono sempre più attente, più incazzate e si vuole ricercare i colpevoli, la verità occulta delle cose.

Lo Stato è oggi stracolmo di colpevoli, figure che si arricchiscono alle spalle dei cittadini e cercano di sviare le pene; proprio questa notte è stato promulgato il primo articolo della legge sulle intercettazioni, elemento evidente degli interessi personali della casta.

Andando per le strade quante volte abbiamo sentito frasi del tipo “Oh! Non vedo l’ora che sia approvata la legge sulle intercettazioni!” oppure “Meno male che ora c’è il legittimo impedimento!(si fanno il legittimo impedimento perché non hanno il tempo di andare ai processi in quanto devono stare sulle loro poltrone ad approvare… il legittimo impedimento!!!)”.

La cosa grave è che queste straordinarie riforme non hanno come obiettivo la cerchia intera della sfera politica, bensì nella maggioranza dei casi riguardano cinque, tre o addirittura una sola persona.

Il primo passo per non farci prendere per il culo sta nel vedere se effettivamente stanno portando avanti quello che hanno promesso nei loro programmi elettorali: parliamo ad esempio dell’abolizione delle province che ci costano 16 miliardi di euro l’anno; se avessimo effettivamente abolito le province, oggi non avremmo il peso di questi maestosi interventi finanziari.

Abbiamo bisogno di una radicale riforma del sistema delle finanze: Calderoli qualche giorno fa ha tagliato lo stipendio di deputati, senatori e consiglieri del 5%, una cifra talmente irrisoria che è un insulto per l’Italia che suda per arrivare alla fine del mese.

Problematica estesa in Italia(abbiamo il terzo primato mondiale) è l’evasione fiscale che ammonta ad una quota di 100 miliardi l’anno; se si recuperasse a malapena un decimo all’anno in merito a questo fenomeno, si arriverebbe ad una situazione di stabilità, non ci sarebbe la necessità di approvare manovre di proporzioni insostenibili.

Ogni anno in Italia si recupera lo 0.08% dall’evasione fiscale, non confondiamoci con quello che i telegiornali ci comunicano: le notizie di rilievo in merito annunciano tutte l’accertamento di un processo di evasione fiscale, quasi mai si arriva al definitivo prelievo; questo perché il sistema giuridico italiano è stato costruito di modo da garantire una soglia bassissima di persecuzione del reato.

E’ evidente dunque come se in un sistema il rischio è decisamente minore del guadagno, non bisogna di certo stupirsi se le persone, comunemente, evadono.

Bisogna adottare un sistema più severo, prendere a caso elementi da sistemi giuridici come quello Statunitense, Inglese, Francese, Spagnolo, ci porterebbe comunque ad una situazione migliore; per diminuire il tasso di evasione è sufficiente perseguire qualche nodo centrale del sistema economico colpevole, in questo modo tutto il sistema sarà scosso e qualcuno ci penserà su prima di affrontare una giustizia più seria.

Ricordo che l’evasione fiscale è un serio problema per tutti, i soldi non introitati da quelle figure che si nascondono al fisco, saranno presi dai cittadini onesti che regolarmente pagano le tasse; ciascun contribuente adotta un evasore.

Porto avanti un cenno su quello che è il sistema statunitense, dove l’evasione fiscale è considerata alla pari se non peggio rispetto a reati di stupro, omicidio poiché essi riguardano una singola vittima mentre la frode fiscale è un danno al sistema, a tutti i contribuenti; mentre il governo Bush approvava una mozione per aumentare la soglia della pena per i reati d’evasione fiscale a 25 anni noi, in pieno crack Parmalat, depenalizzavamo il falso in bilancio.

Le problematiche legate all’evasione fiscale, come detto, registrano un segno ( – ) sulla cifra di 100 miliardi l’anno; è importante anche considerare un altro segno negativo associato al costo della corruzione che ammonta a circa 50-60 miliardi l’anno.

La corruzione è stato il pretesto per il crollo della Prima Repubblica e da allora non è mai scomparsa: oggi viviamo una situazione critica dove chiunque al potere, senza distinzioni di colore politico, danneggia lo Stato in termini economici ed è proprio questo il perché si dice “siete tutti uguali”, non dimostrate di essere diversi, senza distinzioni operate nei vostri interessi e non verso le richieste e le necessità del popolo elettore.

Gli interessi emergono ovunque: quando venne approvato l’indulto, venne giustificato come mezzo per svuotare le carceri; sono stati inclusi reati come falso in bilancio, frode fiscale, bancarotta fraudolenta, ovvero reati che “non riempiono” le carceri ma, ad una più attenta analisi, garantiscono un bonus di tre anni ad un eventuale condannato.

Lo sconto è talmente grande rispetto all’effettiva durata per la pena che si finisce per evitare del tutto il carcere.

Le casse dello Stato sono vuote, le “grandi opere” non possono essere realizzate(a parte il TAV che si appoggia su finanziamento europeo – “non si farà! Urla sentite dal pubblico”) e dunque gli interessi si spostano sui settori d’urgenza come i mondiali, le olimpiadi o le catastrofi naturali.

In questo contesto, magicamente, emerge la Protezione Civile, oggi ha assunto un ruolo molto importante e si è visto come il suo operato, la sua gestione degli appalti sono state gestite in maniera fraudolenta e clientelare.

Altro segno ( – ) e problematica colossale Italiana sono gli sprechi nella pubblica amministrazione, siamo negli ordini di decine di miliardi di euro.

La mafia fattura, anzi non fattura, 150 miliardi all’anno: quando viene scoperto qualche nucleo operativo, il ministro in questione accorre subito per prendersi il merito elogiando l’operato di quegli stessi magistrati che in un secondo momento accusano il sottosegretario all’economia Cosentino e che vengono dunque pubblicamente umiliati dai media controllati.

Oggi la pubblica amministrazione deve essere staccata dalla politica, indipendente ed al sicuro da rapporti con la mafia, bisogna attuare una seria attività di controllo, una guerra contro i fannulloni [Cit: On. Brunetta] ma si devono colpire le parti alte di un’amministrazione, i dirigenti troppo permissivi e poco seri per rendere tutti consapevoli del giusto modo di lavorare.

Tornando alla politica oggi si parla di riforme condivise, non è che se la condividono in tanti è per forza un grande affare per il paese, abbiamo oggi Violante del PD che vuole dare più poteri al premier! Assurdo.

Punto rilevante sull’economia Italiana sarà il federalismo fiscale, approvato da quasi tutte le parti politiche(ad eccezione di Casini): molto silenziosamente stiamo riformando il paese per essere uno Stato federale e non unitario, normalmente al mondo succede esattamente il contrario ma noi, come sempre, sperimentiamo.

Il vero problema del federalismo è che lo stesso ministro dell’economia non conosce i costi ed afferma “siamo nel regno dell’imponderabile”; oggi il federalismo non sta procedendo poiché Tremonti si è reso effettivamente conto del peso economico che potrebbe comportare la riforma ma non emana decreti attuativi(che sarebbero insostenibili e non corretti) per rendere felice la Lega.

Il federalismo porterà all’istituzione di venti regioni su venti a statuto speciale il che ci rimanda alla storia ovvero alle sorprendenti frodi in Valle D’Aosta dove finanziamenti per stalle finivano per costruire delle ville; si potrebbe pensare inoltre ai vari aspetti della società odierna in Sicilia ed immaginare il nostro futuro.

Ricordiamo che la legge sul federalismo porta la firma di Calderoli, ministro che in passato ha addirittura definito un’altra sua legge “una porcata”, tra un po’ lo dirà anche del federalismo stesso.

Gli interessi del Governo(e di chi sta dietro) sono emersi in questi ultimi anni e sono stati completamente approvati da quella macchinetta obliteratrice che è il Capo dello Stato, la sua firma è ovunque.

Sono emerse oggi due necessità in merito al processo legislativo: le leggi sarebbero troppo lente e troppo poche: sotto gli occhi di tutti è il Lodo Alfano, quella proposta è diventata legge dopo esattamente ventisei giorni, se vogliono fare una legge se la fanno in fretta; per quanto riguarda il numero, l’Italia ha un numero al momento non definito di leggi, sono davvero troppe, Tremonti, in un libro pubblicato nel 1994, “Lo stato Criminogeno”, dove raccontava Tangentopoli, assicurava che era da considerarsi leggenda l’ipotesi di avere 120’000 leggi, effettivamente troppe.

Tremonti denunciava come il sistema legislativo così amplio e complicato il sistema alla radice dello Stato e dunque favorito le problematiche di evasione della legge; tanto per confermare la spettacolarità di questo Governo ricordiamo che Calderoli, qualche settimana fa, presentatosi con un lanciafiamme dichiarò di aver dato fuoco a 375’000 leggi inutili.

Si è contato che, per avere un numero di 375’000 leggi, il parlamento avrebbe dovuto lavorare dall’unità d’Italia(1861) giorno e notte, senza interruzioni per produrre 7.8 leggi al giorno; ora ci chiediamo che cosa avesse realmente bruciato Calderoli …

Marco Travaglio scherza su questi ministri, tutti con questi occhi sgranati dal momento in cui mister B. gli ha comunicato “Te sei ministro!”, incredulità totale.

Le leggi dunque sono troppe e troppo veloci ed i ministri seguono continuamente l’agenda del nostro Napoleone; ogni tanto si trova qualche Napoleone ma lo si trova in un centro psichiatrico dove lo si cura e lo si studia.

Anziché stare a seguire B. perché nessuno mai, quando muoiono dei nostri soldati, non si alza in piedi e dice “Ma che ci stiamo a fare là?”, è una guerra per mantenere la pace non una guerra di peace keeping; ci dicono che siamo in Afghanistan per combattere la loro mafia: voi pensate che noi saremo stati felici di vedere uomini con il turbante intervenire nelle stragi di Capaci e Via D’Amelio?.

Si sta riproponendo la situazione della Prima Repubblica, siamo alla fase delle “mele marce”, è più che evidente che il sistema va riformato, va ricostruita la società Berlusconizzata; Berlusconi ha portato avanti una Marcia su Roma, il golpe c’è stato ma è avvenuto lentamente, a piccoli passi negli ultimi sedici anni, togliendo pezzi di libertà giorno dopo giorno, ottenendo il monopolio del sistema dell’informazione.

Reagiremo al sistema semplicemente informando ed informandoci, è il modo per renderci critici ed attivi e non farci prendere per il culo.

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One Comment

ale

18 maggio 2010

davvero un bell’articolo……Reagiremo al sistema semplicemente informando ed informandoci, è il modo per renderci critici ed attivi e non farci prendere per il culo….travaglio è uno tra i pochi giornalisti seri che sono rimasti !

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