Siamo oggi al capolinea di un percorso di studi presso il Majorana durato tre anni, tre anni ricchi di eventi, problematiche e successi.
Il Majorana mi ha dato tanto, grazie ai ruoli che ho rappresentato in istituto sono cresciuto a livello di persona, approfondendo situazioni che non hanno in se solo del didattico ma spaziano dall’amministrativo, all’organizzativo al rapporto personale con figure come gli stessi studenti, docenti, preside e vice preside, personale ATA.
Sotto il punto di vista prettamente didattico ho approfondito quel settore che tanto mi appassiona che è l’informatica, trovando nel Majorana un centro dotato di strumentazione e corsi di studio utilissimi a questo fine; anticipo che a settembre mi iscriverò alla facoltà di ingegneria energetica presso il politecnico di Torino, deviando questo percorso informatico dato il mio grande interesse nel settore energetico stesso ed una generale valutazione dell’attuale mercato del lavoro, vedo inoltre questa via come una possibilità di approfondire un secondo settore, acquisire altre conoscenze mantenendo comunque una buona base conoscitiva e pratica nel campo delle scienze informatiche.
Grazie al Majorana anche perchè mi da questa grande possibilità che è il Master dei Talenti Tecnici, grazie al quale potrò soggiornare in Irlanda, presso una famiglia residente a Dublino per due mesi; il progetto prevede un corso avanzato di inglese e l’inserimento in un’attività di stage presso un’azienda del luogo, io lavorerò per la LUAS, che si occupa di trasporti in Dublino (l’azienda è stata cambiata, la nuova è Atamia), aggiornerò il blog raccontando passo passo questa esperienza che comincia sabato mattina quando, da Bergamo, prenderò l’aereo per la capitale.
Volevo dunque ringraziare tutte quelle persone che hanno contribuito ad attività, progetti, eventi extracurricolari e non, i miei compagni di classe con i quali ho condiviso le vicende scolastiche, i numerosi amici che sono emersi durante il tempo e che molto mi hanno aiutato.
Concludo questo terzo anno come rappresentante degli studenti; in un anno di lavoro e di rapporti con l’intera area studentesca posso permettermi di esprimere qualche giudizio e proporre qualche consiglio che, spero, venga adottato o comunque considerato.
Devo comunque riconoscere il mio rapporto con l’organico docente, ed anche verso quest’ultimo devo muovere delle critiche che suppongo possano essere costruttive.
Il sistema scuola non deve essere un campo di battaglia, un luogo di continuo scontro che è solo sintomo di immaturità e poca responsabilità da entrambe le parti; deve invece rivelarsi un luogo di incontro, di discussione e di confronto, utile a migliorarsi a vicenda a livello personale cercando al meglio di costruire il personale bagaglio culturale.
Io vedo crisi nella scuola: crisi economica che deriva direttamente da una classe dirigente politica che per prima detiene le colpe di queste stituazioni, che non punta al futuro ma alla demolizione delle coscienze, vedo inoltre una profonda crisi morale, una perdita del valore del rispetto che ci si deve reciprocamente e del rispetto delle regole e mi auguro che, ripeto, da entrambi i lati, si possa migliorare nel tempo.
Ho affrontato situazioni davvero spiacevoli, ho visto vanificare l’impegno extradidattico di alcuni studenti da parte dei propri od altri docenti e voglio difendere quei ragazzi che, senza nessun obbligo, rimangono a scuola nel pomeriggio occupandosi del sito web d’istituto, dell’organizzazione di attività e tornei per il tempo libero degli altri studenti, o ancora ragazzi che lavorano nel comitato studentesco o nel consiglio di istituto che approfondiscono questioni amministrative e di gestione; ringrazio dunque nello specifico il Doposcuola in Rete, il portale di chimica, il laboratorio di musica, l’attività teatrale, le attività sportive, gli associ@ttivi, il comitato degli studenti.
Sono questi organi che troppo spesso vengono non considerati ed è qui che si vede la mancanza di rispetto; in molti mi hanno chiesto “ma chi te lo fa fare?”, intendendo di rimanere in istituto, di seguire oltre il didattico, io penso che questa domanda vada rigirata a tutte le persone legate a questi organi, potremmo forse scoprire che è qui chei si fa la scuola, è qui che si approfondiscono quei valori morali che tanto mancano nelle lezioni e nel rapporto studente-docente.
Il mio apprezzamento più grande va quindi a tutti voi perchè voi fate parte di un sistema che sa vedere oltre, il mio invito per l’anno prossimo è quello di estendere questi principi a tutti; lo studio è importantissimo ed è primario sempre ed in ogni caso ma, se allo studio non riusciamo ad affiancare una solida base di convivenza e di spirito del lavoro di squadra e dell’impegno, tutto è reso vano.
Il 25 di maggio siamo riusciti a ricreare una giornata per gli studenti sulla base di questi principi, il MajoDay, per cui non finirò mai di ringraziare la paziente partecipazione di Pino Masciari; il MajoDay è stato accompagnato da numerose critiche di docenti che lamentavano un certo sconforto legato alla data dell’evento affermando che gli studenti sarebbero stati impegnati in attività di recupero: “Non è vero che abbiamo poco tempo: la verità è che ne perdiamo molto.” diceva Seneca.
In relazione al MajoDay spero si riesca davvero a realizzare qualcosa di simile nuovamente, con altre interessanti partecipazioni ma sempre allo stesso fine: recuperare il senso di scuola.
Concludo manifestando un certo sconforto per l’esito finale degli esami di maturità: 85.
85 non è una bassa valutazione ma sento che non rappresenta lo sforzo impiegato in questi tre anni ma forse le colpe sono solo mie; ho passato due settimane a riflettere con rabbia su quel 36/45 come esito degli scritti ed oggi rifletto su questo 25/30 degli orali; fino ad un mese fa potevo tranquillamente affermare di volere puntare al 100 ma si sa, l’esame non va mai come ci si aspetta.
Di un’esperienza dobbiamo acquisire il massimo: portare con noi le positività poichè ci stimolano ad andare avanti ma, cosa fondamentale, non bisogna dimenticare ciò che non è propriamente positivo o addirittura negativo poichè ogni scorrettezza, ogni gravità da parte nostra o da parte terza, ci insegna a superare un problema e mette a nudo il sistema con cui abbiamo a che fare e solo in questi momenti regiamo e resistiamo e io insisterò sempre nel resistere in difesa dei valori di rispetto e trasparenza che dovrebbero essere comuni ma che oggi ci rendono diversi.
Andrea Falzetti
4 agosto 2010
cornelia
27 agosto 2010