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Luca settembre - 30 - 2010 EventiADD COMMENTS

Woodstock a 5 Stelle è stato un evento che ha raccolto più di 100 mila persone da tutta Italia e milioni di accessi online da tutto il mondo, due giornate all’insegna del rispetto, della trasparenza, dello sfogo contro una politica dello spreco e del malaffare, dell’interesse verso temi e problematiche che rappresentano il futuro della convivenza umana, sullo sfondo della musica libera.

Personalmente ho avuto il piacere di conoscere persone provenienti da tutta Italia e passare con loro divertenti momenti ed assistere ad interventi sul palco come quelli di Ferruccio Sansa, Carla Poli,  Lester Brown, Marco Travaglio, Dario Fo, Riccardo Petrella,  Mathis Wackernagel, Jeremy Rifkin; voglio sottolineare la più che emozionante presentazione del film “E’ stato morto un ragazzo“, storia di Federico Aldrovandi, giovane vittima di una animalesca condotta delle forze dell’ordine, sul palco erano presenti i genitori di Federico ed il regista del film, mentre tutto il pubblico era silente, con la rabbia e lo sconforto che rodevano lo stomaco.

Tra gli artisti che più mi hanno colpito c’è sicuramente Stefano Bollani che esordisce con una sensazionale improvvisazione al pianoforte e subito dopo da vita ad una sorpresa, un momento di piena espressione musicale (a parte il delirante inglese di Beppe Grillo).

Woodstock a 5 stelle è stato un momento di incontro per il MoVimento a 5 stelle: appartententi a gruppi di tutta Italia si sono riuniti per fare il punto della situazione, discutere del serio impegno dei consiglieri regionali presenti in Piemonte ed Emilia Romagna, ipotizzare un futuro in vista delle prossime (forse più prossime di quanto non ci si aspetti) elezioni.

Ho partecipato a questi incontri e colgo l’occasione per esprimere la mia opinione: si è parlato di leader, di ricerca di una linea politica e quindi di un colore politico, di studio della comunicazione delle informazioni. Io sono convinto che il MoVimento a 5 stelle non abbia bisogno di leader, è esso per definizione un’espressione dei cittadini che delegano ad un loro rappresentante (e non comandante) l’onore dell’amministrazione delle cose pubbliche. Il MoVimento non deve avere un colore politico, dovrebbe agire sempre nel giusto al di là di sporchi interessi di poltrona e le sue idee dovrebbero essere condivise a livello superpartes.

Si è discusso di opinione pubblica e di realtà territoriali, ciò che è necessario fare è avvalersi di tecnici, ingegneri, esperti che già esistono nel MoVimento o esterni ed organizzare serate informative, volantinaggio, spendere insomma forze a livello locale per ricostruire le coscienze nelle persone.

Posso parlare, ad esempio, della Valle di Susa: sul territorio i comitati NO-TAV organizzano con un’alta frequenza serate informative sul progetto LTF per il treno ad alta velocità Torino-Lione; ogni occasione è buona per vedere nuove persone presenti che sin dalle prime parole di figure di specialisti come Beppe Ferrero o l’ingegnere Claudio Cancelli si rendono conto di avere vissuto in un altro mondo e lo stesso discorso si dovrebbe sviluppare a livello nazionale in merito a tematiche come il problema degli inceneritori, del nucleare, dell’acqua, del ponte sullo Stretto di Messina, di Mediapolis e così via.

Solo attraverso la formazione dell’opinione pubblica il MoVimento avrà più successo in quanto è portatore di valori che io definisco “sinceri” ed intendo verso l’ambiente, la popolazione, il futuro e l’economia; penso seriamente che se solo ci fosse più informazione, chiunque sarebbe costretto a dare ragione a questi principi individuando nel MoVimento stesso un valido rappresentante.

L’idea delle 5 stelle è superba ma va approfondita: le stelle dovrebbero rappresentare delle colonne portanti, non uno schema rigido. Sbagliano dunque quelle persone che si ostinano a delinare un’etica nazionale interna al MoVimento: deve esistere piena indipendenza di ogni gruppo nelle scelte, con il solo interesse nella difesa di questi principi; una struttura così flessibile è ciò che permette di chiamare questo un movimento e non un partito.

Soddisfatto da questa esperienza, rimando l’appuntamento a Woodstock a 5 stelle 2, che si dovrebbe tenere l’anno prossimo in Piemonte, più vicino a casa ma più scomodo per il resto degli italiani, arriveremo lì con molto materiale che sicuramente ci sarà da raccogliere in questi mesi, arriveremo lì forse più incazzati e quindi decisi più che mai a riprenderci questa Italia come cittadini.

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